Due cani poco prima di subire l’eutanasia si riuniscono in un abbraccio: una volontaria gli scatta una foto che gli salverà la vita

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  Due cani poco prima di subire l’eutanasia si riuniscono in un abbraccio: una volontaria gli scatta una foto che gli salverà la vita social media se usati con cognizione di causa sono degli ottimi strumenti per diffondere informazioni. Purtroppo non tutti utilizzano la tecnologia nel modo giusto, ma alcune volte può tornare utile. Come in questo caso, in cui una donna è riuscita a salvare la vita di due  cani , in procinto di subire l’eutanasia, grazie ad una  foto , che in poco tempo ha fatto il giro del web. Dopo aver visto la foto, un uomo ha chiamato il rifugio per richiedere l’adozione di entrambi, salvandoli da morte certa. I due cani hanno salva la vita grazie ad una foto sul web  I protagonisti di questa storia sono  Kala  e  Keira . Kala è incrocio, simile al  Segugio  marrone, Keira invece, è un simil  Boxer . Accade spesso che i rifugi siano sovraffollati e che non possano più accogliere altri animali bisognosi, per cui si in...

Sintomi e cause del virus che ha provocato l'epidemia

Un approfondimento degli esperti dell'Istituto Superiore di sanità (ISS) ha permesso di delineare i contorni del nuovo coronavirus salito alla ribalta delle cronache mondiali in questi giorni. Specificandone anche i sintomi più comuni

Si chiama in gergo scientifico “2019-nCoV” ed è, più semplicemente, il nuovocoronavirus salito alla ribalta delle cronache mondiali di recente, dopo aver fatto la propria comparsa nella città cinese di Wuhan, nell’Hubei, lo scorso 24 dicembre. Il nome di questo virus rimanda alle precedenti epidemie di patogeni simili, come Sars (nel 2002-2003) e Mers (nel 2012), di cui ormai sono stati analizzati tutti gli aspetti. Di questo coronavirus, invece, si sa ancora poco anche se è già possibile tracciarne un primo e parziale identikit, partendo dagli aspetti comuni che caratterizzano i coronavirus.

L’approfondimento dell’ISS

A tracciarne i contorni ci ha pensato un approfondimento messo a punto dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), che descrive “2019-nCoV” come facente parte di un'ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie di diversa entità, dal classico raffreddore a più pericolose sindromi respiratorie. Questi virus, dicono gli esperti, sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie, sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, se pur raramente, possono evolversi e infettare l'uomo per poi diffondersi nella popolazione.

I sintomi più comuni

Ma quali sono i sintomi più comuni di un'infezione da coronavirus nell'uomo? Gli esperti parlano di febbre, tosse, difficoltà respiratorie e, in alcuni casi più gravi, di un’infezione che può degenerare, causando polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e anche la morte. Entrando più nello specifico, i medici sottolineano come i coronavirus umani comuni di solito possano essere causa scatenante di malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, come il comune raffreddore, della durata di pochi giorni. I sintomi, in questo caso, possono includere naso che cola, mal di testa, tosse, gola infiammata, febbre e più in generale una sensazione diffusa di malessere. In altri casi, poi, i coronavirus umani possono causare malattie del tratto respiratorio inferiore, come polmonite o bronchite. Questa situazione è più comune nelle persone con preesistenti patologie croniche dell'apparato cardio-vascolare oppure respiratorio, oltre a colpire più facilmente soggetti con un sistema immunitario indebolito, ovvero neonati e anziani.

Il confronto tra coronavirus

Il confronto con altri coronavirus, ha permesso agli esperti di tracciare altre caratteristiche potenziali di “2019-nCoV”. MERS-CoV e SARS-CoV, ad esempio, possono causare sintomi gravi. I sintomi della sindrome respiratoria mediorientale di solito includono febbre, tosse e respiro affannoso che spesso sfociano nella polmonite, circa un terzo dei casi che risultano letali. Tra l’altro, dicono i medici, i casi di Mers continuano a verificarsi, principalmente nella penisola arabica. Per quanto riguarda invece i sintomi della sindrome respiratoria acuta grave o Sars, per cui comunque non si registrano casi dal 2004 in nessuna parte del mondo, questi contemplavano febbre, brividi e dolori muscolari che di solito progredivano in polmonite.

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